Stivaletto stringato in pelle con Pelle suola carrarmato qvc-moda neri Pelle con f2b3a9

Stivaletto stringato in pelle con Pelle suola carrarmato qvc-moda neri Pelle con f2b3a9
Salta al contenuto principale

Stivaletto stringato in pelle con Pelle suola carrarmato qvc-moda neri Pelle con f2b3a9

31 Ott 2017
Bruno Premi Camoscio bid-on-fashion marroni PelleAPEPAZZA Sneakers Trendy donna bianco quellogiusto bordeaux Pelle,GIANCARLO PAOLI CALZATURE yoox neri Pelle,Alviero martini 1 classe geo beige slip on fratinardi grigio Pelle,GP BOLOGNA SANDALO CAMOSCIO NERO-CIPRIA GP518 glamour-shoes neri Camoscio,Puma Basket Platform Metallic Wns nonsolosport bianco Sportivo,VIC MATIē CALZATURE yoox bianco PelleAna Lublin KIM_NERO Stivali gecshop-com grigio Pelle,Sneaker Polly tendenze-calzature grigio Pelle,JEFFREY CAMPBELL Zeppe donna bianco/argento quellogiusto neri PelleDecolte' tacco squadrato metallo 7148 ALBANO vanities neri PrimaveraBOULEVARD CHIC Sandali Alti donna nero/fiori quellogiusto neri PelleNira Rubens Sneakers Donna Daiquiri Stella Rame galeotti-calzature grigio Inverno,REBECCA VAN DIK Tronchetti Bassi donna nero quellogiusto neri PelleARMANI EXCHANGE-SANDALI CON TACCO 6 NERO lea-flo neri EstateAlviero Martini Sandali scalzati platform Tobacco a fasce con perle sorrentino-shop marroni Pelle,Geox D Shahira B Glamour,Reebok Club C 85 S Shine W Royal Dark Blue nonsolosport blu-marino SportivoNike 942836 neri SportivoThink Camilla neri,Adidas Tracerocker W grigio Sportivo,Evita Shoes Pumps geschlossen neri Classico,Matteo Pitti Tronchetto pelle 4525-I17 glamour-shoes grigio PelleANDREA CATINI CALZATURE yoox beige Pelle,LEONARDO PRINCIPI CALZATURE yoox neri PelleMalu Camoscio bid-on-fashion bordeaux Pelle,F-sporty Berknit Tm bid-on-fashion grigio Sportivo,STONEFLY Sandali Alti donna nero quellogiusto grigio Pelle,Pepe Jeans London Ramsy Chelsea -shoes neri Primavera,Cafènoir Mxm903 neri,
zucche: è Halloween, la festività “importata” nell’ultimo decennio che sta prendendo piede sempre più rapidamente anche in Italia. Cosa può aver motivato questa “esplosione”? È davvero solo per i più piccini? Quali sono le sue radici culturali e antropologiche? Per avere una prima risposta a queste ed altre domande in tempo per i festeggiamenti, abbiamo intervistato due esperte del nostro Ateneo, Gabriella Seveso, professoressa di Storia della pedagogia, e Francesca Antonacci, ricercatrice in Pedagogia generale e sociale.
 
Che cosa ne pensate del fatto che la festa di Halloween, una “festività d’importazione”, si stia diffondendo sempre di più anche in Italia?

Gabriella Seveso: «La festa si è diffusa solo recentemente, forse per l'influenza notevole della cultura nordamericana e in particolare statunitense, influenza che è giunta a noi soprattutto attraverso i media: penso ai richiami a Halloween presenti in molti film. C'è da aggiungere che la diffusione dello studio della lingua inglese come obbligatoria negli ultimi decenni ha ulteriormente favorito questo fenomeno perché anche nelle scuole si tende a studiare insieme alla lingua anche i costumi e le tradizioni, e inevitabilmente anche Halloween. Ma temo che ci sia un fattore anche legato al business, che ha amplificato il fenomeno».

Francesca Antonacci: «Il fenomeno sembra avere una forza data soprattutto dalla sua connotazione commerciale, tuttavia ha successo perché raccoglie e convoglia un desiderio di vivere i momenti “festivi” come qualcosa di differente dalla quotidianità. Nella nostra società la “festa” è sempre più rara e impoverita visto che, appiattiti sulla produzione e consumo, abbiamo quasi di fatto abolito il riposo: oggi si tende a lavorare ogni giorno e in ogni momento, vuoi per l'apertura degli esercizi commerciali sette giorni su sette, vuoi per l'abuso degli strumenti individuali digitali che tendono a confondere il tempo del lavoro e quello privato. Questo bisogno di festa, separata dalla vita ordinaria è un bisogno umano indispensabile, che trova altre vie per sprigionarsi».
Ci sono analogie con ricorrenze già radicate nel nostro Paese?

Dettagli prodotto

Stile:
Casual
Classico
Rock
Stagioni:
Inverno
Tipo di chiusura:
Lacci
Colore:
Neri
Materiale:
Pelle
Fantasia:
Senza stampe
Tipo di tacco:
Tronchetto

Stivaletto stringato in pelle con suola carrarmato
Easyn Rose, stivaletto in pelle con tacco di 4.5cm. A conferirgli una personalità casual, i lacci e la suola carrarmato. Passi metropolitani e di tendenza.


Seveso: «Non dobbiamo dimenticare che Halloween altro non è che la festa di Ognissanti, conosciuta e sentita anche nella nostra cultura. Ci sono richiami e analogie con tradizioni culturali del nostro Paese: penso al culto dei morti che in alcune zone del Sud Italia si attua attraverso i riti della “notte delle anime”, ovvero la notte di Ognissanti, durante la quale le porte si lasciano aperte e le tavole restano imbandite per ricevere le anime degli antenati che vagano. Fra l'altro, questo richiama la tradizione del dolcetto richiesto dai bambini nella cultura anglosassone».

Antonacci: «La festa di Halloween ha dei precisi riferimenti anche nel nostro Paese con le festività dei Santi e del morti. L'Italia conosce molte tradizioni popolari che sarebbe interessante rivitalizzare, anche se sono spesso vissute solo come “tradizionali” e quindi ritenute a torto da alcuni di scarsa rilevanza per i giovani. Un monito per rinsaldare il legame fra le generazioni sarebbe quello di saper dare un senso e un valore alle proprie tradizioni, conservandole a fronte della massiccia pervasività dei media che favoriscono l'aspetto commerciale di ogni festa, spesso snaturandola».
 
A quali bisogni possono rispondere tradizioni popolari di questo genere?

Seveso: «In generale la credenza che vi sia un dialogo e un legame fra vivi e morti è presente dalla notte dei tempi: penso alla cultura greca antica e a quella romana, con i riti tipici. Diciamo che Halloween, come Ognissanti, ci ricorda il legame con i nostri antenati e con un aldilà, oltre alla necessità che gli esseri umani hanno da sempre sentito di venire a patti con i timori che questo aldilà può suscitare e con i poteri delle anime trapassate. I libri di De Martino e di altri antropologi che si sono occupati di questo ambito restano tuttora molto affascinanti».

Antonacci: «La festa di Halloween sta conoscendo un’ampia diffusione anche perché convoglia un desiderio di trasgressione come può fare il Carnevale, grazie al fenomeno del travestimento, e inoltre dà forma a un’espressione della parte negativa dell'esperienza, oggi spesso repressa o vissuta in forma mediata e passiva con la fruizione di serie televisive o film sempre più carichi di aggressività e violenza. Si tratta di una maniera di vivere in modo attivo, ma in forma di gioco, la violenza e il negativo naturalmente presenti in ciascuno senza che abbiano delle conseguenze nel mondo reale. Come dire: meglio travestirsi da vampiro per ridere che vampirizzare gli amici o i colleghi!»
 
Anche le tradizioni popolari possono avere cicli di vita ed essere protagoniste di migrazioni, come le persone?

Seveso: «Penso che tutte le tradizioni conoscano cicli di vita, contaminazioni e richiami che a volte noi tendiamo a sottovalutare: le tradizioni circolano come gli esseri umani e dunque si mescolano, si alterano, assumono caratteri promiscui in un processo che è comunque di arricchimento. Questo ci spiega anche le simbologie che a volte si richiamano».
 
Quali possono essere le funzioni sociali di queste tradizioni?

Antonacci: «La funzione delle tradizioni è importantissima a mio parere: da un punto di vista pedagogico, significa poter rintracciare il proprio passato e poter fare i conti con le proprie radici, non necessariamente per adeguarsi in maniera pedissequa, ma anche per distanziarsene o per assumere posizioni articolate. Il rapporto con la tradizione significa riconoscersi eredi,  e riconoscere il legame fra generazioni che è uno degli assi sui quali si fonda la nostra identità».

Seveso: «Penso che, da un punto di vista pedagogico, festeggiare Halloween dovrebbe essere accompagnato da una riflessione da fare con bambini e bambine, ragazze e ragazzi in modo da far rintracciare loro anche i confronti con analoghi riti della nostra tradizione culturale: in questo modo si potrebbe evitare che la festa sia connessa principalmente ad aspetti commerciali o di egemonia culturale, e che si perda il suo significato. I più giovani sono affascinati dalla scoperta delle tradizioni, quindi aiutarli a rintracciarle può certamente permettere loro di vivere con maggiore consapevolezza ma anche con maggiore piacere ciò che avviene».
Mameli

Condividi questo articolo su:

Ti è piaciuto l'articolo?

Iscriviti gratuitamente alla newsletter Bnews per rimanere aggiornato su tutte le ultime news dal Campus.

Iscriviti adesso!